di Noel Coward
STAGIONE TEATRALE 2004-2005
Besame macho
di Noel Coward
PERSONAGGI E INTERPRETI
Juliette Beauchamp — Giuliana Germani
Fred Beauchamp — Mauro Gaddo
Francine Leroy — Michela Fedrizzi
Willy Leroy — Andrea Franzoi
Miguel de Molina — Alberto Fontana
Maria Luisa — Maria Bruna Fait
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Alberto Uez
Datore luci: Stefano Fabiani
Fonico: Giuliana Goller
Costumi: GAD Città di Trento
Arredi in pelle: Aldo Piacini
Registrazioni: Studio 33
Ricerca musicale: Chiara Uez
Foto di scena: Michele Fronza
Noel Coward (1899 – 1973) è stato un commediografo, attore, regista e compositore britannico, tra i più influenti e poliedrici esponenti del teatro del ventesimo secolo. Autore inglese di inizi '900, rivela i suoi pregi maggiori come commediografo brillante trovando congeniale la “commedia sofisticata”. Le sue opere sono bizzarre, saporite, scintillanti con dialoghi ricchi di battute rapide e felici. È conosciuto per la festosità delle invenzioni e per il garbo satirico della sua osservazione psicologica della vita. Non è un creatore di problemi, ma si compiace di lanciare frecciate e sarcasmi attraverso i suoi personaggi, coinvolgendo il pubblico in un divertimento intelligente. La sua produzione, in quasi quarant'anni di lavoro teatrale, è molto vasta e comprende commedie, farse, commedie musicali, riviste, ecc. Con il suo stile elegante, arguto e cinico, Coward ha saputo ritrarre e parodiare l'alta società britannica del suo tempo, lasciando un'impronta indelebile nella storia della drammaturgia mondiale.
Quella rappresentata è una spiritosa commedia giovanile (1925) degli equivoci in cui due amiche, sposate da alcuni anni, sono improvvisamente turbate dalla riapparizione di un uomo, uno spagnolo, che ciascuna di loro ha “conosciuto” prima del matrimonio e del quale conservano una memoria particolarmente viva. Nell'attesa di “lui”, tra vaghi ricordi e concreti bicchierini, sotto l'occhio di un'inquietante domestica, l'amicizia si trasforma in diffidenza, in rancore, in inimicizia fino all'arrivo inatteso dei mariti che scopriranno... La messa in scena vuole accentuare l'ambiguità tra il mito idilliaco del ricordo e la normalità della vita quotidiana, fra un rapporto che negli anni è diventato “routine” ed un amore idealizzato. Tutto questo giocato su toni lievi, che mettono in risalto l'intrigo giocoso e lievemente beffardo della costruzione teatrale. Ad ottenere questo effetto contribuisce una scenografia di forma e colore inusuali, ma accattivante, che dà l'impronta alle azioni degli attori.