di Heinrich von Kleist
STAGIONE TEATRALE 2008-2009
La brocca rotta
da Heinrich von Kleist
traduzione di Gino Regini
PERSONAGGI E INTERPRETI
WALTER consigliere di giustizia — LUIGINO MONGERA
ADAMO giudice del villaggio — BRUNO VANZO
LAMPO cancelliere — GABRIELE PENNER
USCIERE — BRUNO PIERONI
MARTA RULL comare — GIULIANA GERMANI
EVA sua figlia — RENATA FEDRIZZI
VITO TUMPEL contadino — MICHELE TONEZZER
RUBERT suo figlio — JACOPO ROCCABRUNA
BRIGITTE zia di Rubert — GIULIANA LUISE
GRETE domestica — ANGELA ENDRIZZI
LIESE domestica — NADIA ROSSI
UN SERVITORE — SIMONE CRESPIATICO
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Alberto Uez
Costumi: “La sartoria” di C. Senter
Datore luci: Gisella Marconi
Fonico: Giuliana Goller
Impianti speciali: Mauro Faes
Parrucche: Audello (TO)
Registrazioni: Studio 33
Grafica: Chiara Uez
Foto di scena: Michele Fronza
Heinrich von Kleist (1777-1811) è uno dei più importanti autori del “romanticismo” tedesco, tanto da poterlo accostare a Schiller e Goethe. I suoi lavori teatrali rispecchiano forti conflitti sia nelle vicende che nei personaggi. La sua inquietudine esistenziale lo porta ad una vita agitata, infelice e girovaga fino al suicidio sulle rive del lago Wannsee.
“La brocca rotta” (1808) è l'unica opera di impronta comica, dove emerge tutta la sua abilità di costruttore di personaggi e meccanismi teatrali.
La popolana Marta Rull allarmata da sordi rumori provenienti dalla stanza della figlia Eva, accorre e sorprende un individuo che rapido fugge dalla finestra. A terra la sua brocca, oggetto a cui è affettivamente legata, rotta... Da questa burrascosa scoperta ha inizio la vicenda che coinvolge molti compaesani, dal giovane Rubert sino all'anziano giudice Adamo chiamato a sbrogliare la matassa di equivoci e sospetti.
Kleist descrive, come una sorta di indovinello con un ritmo sempre crescente, un affresco giudiziario paesano, delizioso e pungente, in cui lo spettatore viene coinvolto attraverso una catena di menzogne e sotterfugi, mezze verità e false confessioni, accuse infondate e ritorsioni fino allo scioglimento finale crudelmente allegro.
La vicenda si svolge nell'abitazione-tribunale dove il giudice Adamo accoglie i protagonisti di questa grottesca opera. Elementi costitutivi della scena sono il legno e la luce. Sedie accatastate e strutture di legno sottolineano l'idea del caos imperante in tutta la commedia e realizzano una situazione scenica in cui il potere giudiziario e i suoi rappresentanti incombono su querelanti e indagati, definendo inoltre i livelli gerarchici che dividono le autorità dai popolani. Le grandi lanterne simboleggiano la Verità messa in luce dalla Giustizia, ma allo stesso tempo gettano e diffondono le sinistre ombre del dubbio e dell'inganno.