di Nicolaj Erdman
STAGIONE TEATRALE 1988-1989
A.A.A. cercasi suicida
di Nicolaj Erdman
PERSONAGGI ED INTERPRETI:
SEMJON SEMJONOVIC disoccupato: Gino Tarter
MARIJA sua moglie: Giovanna Tomasi
SERAFINA sua suocera: Maria Bruna Fait
ALEKSANDR PETROVIC un vicino: Bruno Pieroni
MARGHERITA IVANOVNA: Grazia Bridi
ARISTARCH DOMINIKOVIC intellettuale: Bruno Vanzo
CLEOPATRA MAKSIMOVNA (cocò): Jole Calabrese
RAISA FILIPPOVNA prostituta: Giuliana Germani
EGOR TIMOFEEVIC fattorino: Mauro Gaddo
VALDEMAR PUGACJOV commerciante: Mario Pisetta
VICTOR VIKTOROVIC scrittore: Giacomo Anderle
PADRE ELPIDIJ: Franco Mairer
ZINKA cantante: Manuela Leonardelli
GRUNJA: Daria Pisetta
NATASCIA SEMJNOVA: Gabriella Scalfi
MADAMOISELLE HENRIETTE: Roberta Roat
UN SORDOMUTO: Ernesto Goio
NOTE TECNICHE E PRODUZIONE:
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Bridi - Pieroni - Uez
Pittore scenografo: Vittorio Bellacomo
Datore luci: Tiziano Cappello
Datore musiche: Gaetano Musacchio
Ricerche musicali: Mairer - Pisetta - Vanzo
Costumi: Fedrizzi - Cilli
Costruzioni in legno: Lino Martinelli
Registrazioni: Studio Ginger
Foto di scena: Ferruccio Andreatta
Dopo la rivoluzione d'Ottobre, durante i primi anni del potere sovietico, il teatro assume un ruolo fondamentale nel dibattito della nuova cultura, come mezzo di propaganda e formazione delle masse. In un'atmosfera di grandi entusiasmi e speranze la drammaturgia russa ha un'importanza specifica ed inconfondibile: la dimensione satirica come esigenza di divulgazione politica.
Motivo conduttore dei testi teatrali degli anni '20 e '30 è l'ossessione nei confronti dell'individuo piccolo-borghese che trascina con se le componenti dell'opportunismo e trasformismo e che è descritto tramite il grottesco. Grottesco e paradosso sono gli ingredienti anche dell'opera in questione, scritta nel 1928. L'eroe della commedia è un uomo che sembra aver deciso di suicidarsi e che così ha conquistato un potere, se non unico, straordinario: tutti cercano di ingraziarselo perchè, egli destinato a morire, può dire quello che tutti pensano ma non osano dire. Alla sua porta si forma quindi una fila di postulanti: preti, scrittori, prostitute, commercianti ecc. che sperano di ricavare dalla sua morte benefici ed onori.
Il filone satirico, in cui quest'opera si inserisce, fu però brutalmente spezzato dallo stalinismo ed ancor oggi è aperto nell'Unione Sovietica il problema della funzione dell'arte e dei limiti della libertà creativa dell'artista, tanto che la commedia proibita nel '32, non comparve più sulle scene ed anche il testo rimase, in Russia, per sempre inedito.
In un'epoca nuova vari artisti lottano per nuove forme di espressione ed Erdman vive la grande ed entusiasmante stagione post-rivoluzionaria sovietica in cui la fioritura delle arti raggiunge il suo apice ed in cui confluiscono tutti i movimenti culturali e di avanguardia del primo '900.
Dopo le sue brillanti prove teatrali degli anni '20 (il Mandato del 1925 e il Suicida del 1928) ritroviamo il suo nome tra gli autori di libretti di operette e di sceneggiature di films, che appartengono ad una produzione ordinaria.
La tipicità della sorte di NIKOLAJ ERDMAN consiste nella sua appartenenza alla schiera dei felicemente sopravvissuti, che però rinunciano per sempre alle potenzialità creative e divengono fornitori di divertimenti ideologici.
La figura sociale avversa ad ogni attività creativa è il funzionario, il burocrate la cui arma più potente si identifica nella censura con cui può troncare il rapporto comunicativo tra il poeta e il pubblico destinatario del messaggio artistico.
Erdman deve dimenticare per sempre quelle sue, sempre più lontane, commedie inedite con le quali, tramite il genere satirico, combatteva quello che sarebbe diventato il maggior pericolo per la rivoluzione socialista, la nuova casta del ceto medio burocratico-amministrativo, e limitarsi a un lavoro artigianale bruciando in sé il talento che aveva portato il suo nome ad occupare un posto nella storia della drammaturgia russa.
Muore nel 1970.