di Friedrich Dürrenmatt
STAGIONE TEATRALE 2002-2003
Anno 2047: Il complice
due atti di Friedrich Dürrenmatt
traduzione Emilio Castellani
PERSONAGGI E INTERPRETI
Doc — Giuliana Germani
Boss — Maria Bruna Fait
Cop — Giuliana Luise
Jim — Gabriella Randi
Miss — Lidia Pintarelli
Bill — Eva Dandrea
Jack — Giovanna Tomasi
09 — Michele Comite
012 — Alberto Fontana
021 — Andrea Franzoi
089 — Bruno Vanzo
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Alberto Uez
Costumi: “Laboratorio Moda” di Beber Maurizio
Datore Luci: Stefano Fabiani
Fonico: Giuliana Goller
Effetti Particolari: Mauro Faes
Costruzioni in legno: Lino Martinelli
Registrazioni Musicali: Ginger Studio snc
Foto di Scena: Michele Fronza
Friedrich Dürrenmatt (1921 – 1990) è stato uno dei più grandi drammaturghi, scrittori e saggisti svizzeri del ventesimo secolo, celebre in tutto il mondo per aver rinnovato profondamente il teatro contemporaneo. Nelle sue opere, caratterizzate da un umorismo nero sferzante e da una visione grottesca della realtà, Dürrenmatt mette costantemente a nudo le contraddizioni morali, le ipocrisie sociali e i meccanismi del potere della società moderna. Tra i suoi capolavori teatrali più noti e rappresentati si annoverano "La visita della vecchia signora" e "I fisici", oltre a celebri romanzi polizieschi come "La promessa" e "Il giudice e il suo boia". Con una scrittura lucida, provocatoria e fortemente simbolica, ha saputo trasformare il palcoscenico in un tribunale grottesco dove l'essere umano è chiamato a confrontarsi con le proprie responsabilità individuali e collettive di fronte al caos del mondo.
Friedrich Dürrenmatt, autore svizzero contemporaneo, ha sempre guardato con occhio deformato e deformante la nostra società in crisi e a disagio, dipingendola spesso in chiave grottesca. In quest’opera, in particolare, mette in mostra un futuro minaccioso e inquietante dove il potere economico e commerciale di una strana impresa, si impone sul vivere civile attraverso l’eliminazione fisica degli individui; per fare ciò non presenta persone reali, ma personaggi che simboleggiano ruoli e categorie: il capo, il poliziotto, lo scienziato, il dirigente d’industria, ecc. In coerenza con questa idea dell’autore, la regia esaspera il contenuto del testo teatrale e spersonalizza gli interpreti (non ha più importanza che siano uomini o donne) facendoli diventare testimoni di un terribile futuro che si dovrebbe cercare di evitare; netto risulta il contrasto della scenografia fra elementi tecnologici e l’ambiente degradato e fatiscente in cui sono collocati. Il pubblico, attraverso la visione e partecipazione allo spettacolo, potrà scegliere e decidere verso quale società tendere ed indirizzarsi.