di Arthur Miller
STAGIONE TEATRALE 1996-1997
Il crogiuolo
di Arthur Miller
traduzione Luchino Visconti - Gino Bardi
PERSONAGGI E INTERPRETI
SAMUEL PARRIS - parroco di Salem — BRUNO PIERONI
TITUBA - sua serva mulatta — MARIA BRUNA FAIT
ABIGAIL WILLIAMS - nipote di Parris — ARIANNA MAIRER
SUSANNA WALCOTT - amica di Abigail — BARBARA DEANESI
THOMAS PUTNAM - proprietario — GUIDO PRATI
ANN PUTNAM - sua moglie — GRAZIA BRIDI
MERCY LEWIS - servente dei Putnam — FRANCESCA MALCANGI
MARY WARREN - servente dei Proctor — VERONICA VIANINI
JOHN PROCTOR - contadino — BRUNO VANZO
REBECCA NURSE - anziana — GABRIELLA SCALFI
GILES COREY - contadino — FRANCO MAIRER
JOHN HALE - parroco di Beverly — ERNESTO GOIO
ELIZABETH PROCTOR - moglie di John — MANUELA LEONARDELLI
EZEKIEL CHEEVER - sarto — GIANNI MANCASTROPPA
HERRICK - maresciallo — SILVIO DE SIMONE
DANFORTH - vicegovernatore — RICCARDO GADOTTI
Regia: Alberto Uez
Scenografia: ALBERTO UEZ
Costumi: R. REVOLTI - L. FEDRIZZI
Capricapi: GABRIELLA SCALFI
Datore luci: MAURO GADDO
Datore musiche: GIULIANA GOLLER
Costruzioni in legno: Falegnameria MARTINELLI
Registrazioni: STUDIO GINGER
Foto di scena: FERRUCCIO ANDREATTA
Arthur Miller (1915 - 2005) è stato uno dei giganti indiscussi della drammaturgia americana e mondiale del ventesimo secolo. Cresciuto a New York in una famiglia di origini ebraiche colpita dal crollo economico del 1929, ha saputo infondere nelle sue opere una potente critica sociale unita a una profonda indagine morale e psicologica dell'individuo. Autore di capolavori assoluti che hanno ridefinito il concetto di tragedia moderna nella classe borghese, tra i suoi testi più importanti si annoverano "Morte di un commesso viaggiatore" (con cui vinse il Premio Pulitzer nel 1949), "Erano tutti miei figli", "Uno sguardo dal ponte" e lo stesso "Il crogiuolo" (1953). Quest'ultimo dramma, pur raccontando la storica caccia alle streghe di Salem, nacque come una vibrante denuncia e una potente metafora contro il clima di intolleranza e isteria collettiva scatenato dal maccartismo negli Stati Uniti degli anni '50, un clima oppressivo di cui lo stesso Miller finì per essere vittima in prima persona, rifiutandosi fermamente di collaborare con la Commissione per le attività antiamericane. La sua scrittura, tesa, solida e priva di retorica, resta un punto di riferimento fondamentale per un teatro inteso come specchio e coscienza civile della società.
È storicamente accertato che a Salem, cittadina americana del Massachusetts, sia stato istruito, nel 1692, un processo di vastissime proporzioni. In seguito alle accuse di alcune ragazze, molte persone furono impiccate come colpevoli di stregoneria e seguaci di culti satanici. L'opera, ricca di allusioni, crea atmosfere di isteria collettiva dei periodi più cupi della storia umana e induce, nello stesso tempo, ad una riflessione sul presente storico. Il tema di questo lavoro teatrale, scritto nei primi anni '50, presenta, infatti, indubitabili analogie con il clima di paura ed intolleranza instauratisi in America a seguito del «maccartismo» (persecuzioni contro individui ritenuti di sinistra; lo stesso Arthur Miller ne sarà vittima clamorosa). Il testo mette in rilievo la forza della suggestione per cui un'affermazione assolutamente falsa può diventare «verità» se ripetuta da più persone che si influenzano a vicenda: Abigail e le altre ragazze per evitare di essere punite, avendo danzato di notte nude, fingono di essere soggiogate da streghe abitanti nel villaggio scatenando così le persecuzioni. Il male che aleggia sulla comunità di Salem è simboleggiato in scena da una figura satanica che incombe torva sui personaggi.