di Gabriella Scalfi - GAD GIOVANI
STAGIONE TEATRALE 1993-1994
Folata di libertà
di Gabriella Scalfi - GAD GIOVANI
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ser Battista de Premoli — EMANUELE ECCEL
donna Clotilde (sua moglie) — FRANCESCA MALCANGI
Anna (la figlia) — CARLA FRACALOSSI
donna Irene (amica di Clotilde) — ELENA GROFF
donna Agata (amica di Clotilde) — ALESSIA NEGRIOLLI
Ser Lorenzo (giudice) — SERGIO BRANDAZZI
Catarina (domestica) — VERONICA VIANINI
Domenico (uomo di fatica) — GIUSEPPE MARCHI
la Madre Badessa — STEFANIA RACCOSTA
suor Assunta — ANTONELLA CARLINI
Pasqua (popolana) — ELENA GROFF
Gigiotina (popolana) — ANTONELLA CARLINI
Bortolo (il famiglio) — GIANNI MANCASTROPPA
il Curato — GABRIELE DI GENNARO
Checo (popolano) — ALBERTO BERTOCCHI
Rico (popolano) — ALBERTO CALLEGARI
ragazza — ELENA DE SIMONE
Regia: GABRIELLA SCALFI
Datore di musiche: FRANCESCA TARTER
Datore di luci: ALBERTO BERTOCCHI
Note di scena
L'azione si svolge nel Trentino negli anni 1780
Il Gruppo Giovani agisce a fianco del GAD Sperimentale Città di Trento il quale è sempre stato sensibile al coinvolgimento dei giovani nel teatro amatoriale. A suo tempo sono stati guidati da: M. Roat, Francesco Mairer, Alberto Uez, Gino Tarter, Mariella Menestrina. Dal 1986 a ritmo continuativo, il gruppo lavora sotto la guida di Gabriella Scalfi. Dopo gli allestimenti precedenti: "I barboni" e "La giara" di Pirandello; "La bisbetica domata", adattamento di Mario Roat, da Shakespeare; "Le spigolature nell'800 trentino" di G. Scalfi; "La casa di Bernarda Alba" di G. Lorca (con la partecipazione straordinaria di Mariella Menestrina); recital "Mille volti della Gioventù", poesie del '900; il gruppo, che in gran parte si rinnova tutti gli anni, presenta ora "FOLATA DI LIBERTÀ"
Scritta nel 1991 e rappresentata la prima volta nel 1992. La vicenda che, trae lo spunto dagli atti di un processo celebrato a Trento, si svolge in Val di Non sul finire del secolo XVIII, quando per le nuove idee portate dalla Francia rivoluzionaria cominciavano a prendere piede da noi. Anna, la protagonista, rappresenta un tentativo di emancipazione femminile in un mondo ancora chiuso e che, attraverso la figura del padre dimostra quanto stentino a morire le antiche e consolidate abitudini. Domenico, il protagonista, a sua volta è il simbolo della gente comune che vuole finalmente uscire da uno stato di totale soggezione al ceto dominante. È insomma un contributo alla conoscenza della "piccola storia" della nostra terra trentina.