Accademici intronati di Siena
STAGIONE TEATRALE 2011-2012
Gli ingannati
Accademici Intronati di Siena
Adattamento di Luigi Lunari
PERSONAGGI E INTERPRETI
Clemenzia — Doria Mariotti
Virginio — Mauro Nicolodi
Gherardo — Michele Tonezzer
Lelia — Renata Fedrizzi
Spela — Cristian Degasperi
Flamminio — Giovanni Rosso
Pasquella — Giuliana Germani
Crivello — Simone Crespiatico
Scatizza — Bruna Giordani
Isabella — Angela Endrizzi
Messer Hans — Alberto Fontana
Mastro Pilucca — Bruno Pieroni
Fabrizio — Andrea Moauro
Stragualcia — Mauro Gaddo
Agiata — Giovanna Tomasi
Frulla — Caterina Moltrer
Regia: Alberto Uez
scenografia - Alberto Uez
Scenografia — Trentini / Uez
Ricerche musicali — Mauro Gaddo
Datore luci — Enzo Chiusole
Fonico — Giuliana Goller
Costumi — “La Sartoria” di C. Senter
Registrazioni — Studio33
Grafica — Chiara Uez
Foto di scena — Michele Fronza
Questa favola (così venivano chiamate le rappresentazioni teatrali nel cinquecento) è una delle più belle e fortunate commedie del Rinascimento italiano. E' uno scherzo teatrale, giocoso, scritto a più mani (pare in poco più di tre giorni) dagli "Accademici Intronati" e dedicato al pubblico femminile della città di Siena, che vede la prima messa in scena nel 1531.
In questa opera sono mescolati i principali argomenti presenti nel teatro comico cinquecentesco: un fitto intrigo di equivoci e travestimenti, l'atmosfera ardente dell'amor giovanile, la satira del falso letterato, le patetiche smancerie dei vecchi fino all'aggressiva sguaiataggine dei servi, che sono preannuncio ai lazzi comici e spassosi della futura commedia dell'arte.
Lelia per ri-conquistare l'amore di Flamminio non esita a andare contro tutte le regole sociali del tempo, vestendosi da maschio e presentandosi a lui in veste di gentiluomo. Da questo fatto prendono l'avvio malintesi, fraintendimenti, ambiguità, che danno origine a spunti divertenti e talvolta ridicoli sul tema umoristico principale del Rinascimento: la lotta d'Amore fra giovani e anziani.
L'intreccio di motivi farseschi, satirici, sentimentali e quasi romanzeschi spiega la straordinaria fortuna goduta nel tempo da questa opera teatrale, tanto da far pensare che la commedia di William Shakespeare: "La dodicesima notte" ne abbia tratto spunto.