di Moliére
STAGIONE TEATRALE 1989-1990
Le intellettuali ridicole
due tempi di Moliére
PERSONAGGI E INTERPRETI
TERESA, giovane paesana — Grazia Bridi
ROSINA, sua amica — Giovanna Tomasi
CATARINA, madre di Rosina — Gabriella Scalfi
BORTOL, padre di Teresa — Gino Tarter
BETTA, matrigna di Teresa — Daria Andreatta
CARLETTO, nipote di Bortol — Tiziano Cappello
1° UOMO — Michele Fronza
2° UOMO — Mauro Gaddo
GIACOM, vecchio di paese — Franco Mairer
Un CAPITANO — Bruno Pieroni
Un ARMENO — Mario Pisetta
STEFAN, emigrato trentino — Alberto Uez
TITA, emigrato trentino — Bruno Vanzo
GIGIOTI, emigrato pinaitro — Tiziano Cappello
ANGIL, emigrato giudicariese — Gino Tarter
NONNA TERESA — Maria Bruna Fait Tomasi
MARGARITA, la nipote — Giuliana Germani
Un PRETE — Bruno Pieroni
Regia: Alberto Uez
Scenografie: Tomasi - Uez
Direttore di scena: Manuela Leonardelli
Datore di luci: Iole Calabrese
Costumi: Gabriella Scalfi
Trucco: Daria Pisetta
Colonna sonora: Tomasi - Janes
Foto di scena: Ferruccio Andreatta
Nasce a Parigi nel 1622. Ancora molto giovane s'interessa all'arte del palcoscenico fondando l'"Illustre Teatro" che ha però vita breve poichè la compagnia manca di esperienza. Per dodici anni inizia un duro tirocinio teatrale che lo porta in tutta la Francia, nei borghi più sperduti finchè arrivato a Parigi si fà conoscere. Da questo momento inizia il cammino trionfale di Molière; oltre che attore è autore e regista, la sua compagnia si stabilisce a palazzo reale e gode la protezione di Luigi XIV (il Re Sole). Si rappresentano: "La scuola delle mogli", "Don Garcia di Navarra", "Il matrimonio per forza", ecc. Nel 1664 scrive "Tartufo" che fà scoppiare uno scandalo poichè attacca i falsi devoti dell'epoca. Il Re è costretto a proibire la rappresentazione che è permessa solo 5 anni dopo. Intanto appaiono i capolavori: "Don Giovanni", "Il misantropo", "Il medico per forza", "L'avaro", ecc. Molière inoltre per la gioia del re scrive balletti pastorali, divertimenti e farse per le feste di Corte. Il suo genio creativo continua con "Il borghese gentiluomo", "Le furberie di Scapino", "Le intellettuali" e "Il malato immaginario". Durante la terza replica di quest'ultima opera, il commediografo si sente male e muore poche ore dopo. Gli viene rifiutata la sepoltura cristiana, perchè la Chiesa scomunicava i comici, solo per intercessione del re può essere tumulato qualche tempo dopo e di notte. La sua compagnia, sette anni dopo, per volere del re, è fusa con quella dell'"Hotel de Bourgogne" costituendo così la "Commedi-Francaise", compagnia in vita ancora oggi a Parigi.
È una storia semplice anzi, banale: una famiglia alto-borghese con un padre debole, una madre autoritaria e due figlie, più una zia. La figlia minore vuole sposare l’amato ma la madre preferisce un altro. Ire e controversie. Lieto fine consueto, accertato l’interesse del secondo pretendente per la dote, più che per le doti della fanciulla contesa. Ma si tratta di tutt’altra cosa. In effetti il mondo qui rappresentato ha due aspetti: il primo è quello dell’eccentricità. Non c’è passaggio che non sia sfasato per eccesso o per difetto, che sia al suo posto. Un marito senza calzoni, una figlia di vedute troppo basse, un’altra complessata, una zia pazzerella, letterati da caricatura. L’altro il contrasto: tra la casalinga Enrichetta e la sorella saputa, tra marito e moglie, tra l’essere ed apparire, tra la ragione e il sentimento. Vi sono i problemi dell’educazione, dei rapporti famigliari o di quelli tra i sessi, tra snobismo e naturalità, tra vanità di sapere e ignoranza. In tutti questi giochi le intellettuali sono sì ridicole ma incolpevoli. Il marcio sta più in alto, nei maestri, che coltivano in sé l’ipocrisia e diffondono falsi idealismi. A farne le spese è un tipo di cultura letteraria: due poetastri in rappresentanza di tutta una categoria di falsi profeti. Benedicendo giuste nozze, Molière torna ad obbedire al teatro e alla ragione, risistemando secondo le consuete regole del viver civile il momento di follia rappresentato, lasciando però aperto, nel pensiero del pubblico, l’interrogativo sulle mode attuali e sui rapporti personali.