di Nikolaj Gogol
STAGIONE TEATRALE 1997-1998
L'ispettore generale
di Nikolaj Gogol
Traduzione di Renato Vecchione
PERSONAGGI E INTERPRETI
Podestà — BRUNO VANZO
Andreevna, sua moglie — GIOVANNA TOMASI
Marja, sua figlia — CHIARA GADOTTI
Direttore delle scuole — TIZIANO CAPPELLO
sua moglie — GRAZIA BRIDI
Giudice — RICCARDO GADOTTI
sua moglie — MICHELA FEDRIZZI
Soprintendente alle opere pie — FRANCO MAIRER
la ufficiale postale — MARIA BRUNA FAIT
Dobcinskij, possidente — SILVIO DE SIMONE
Bobcinskij, possidente — MAURO GADDO
Chlestakov, falso ispettore — GIACOMO ANDERLE
Osip, suo servo — GUIDO PRATI
Ivan, servo — BRUNO PIERONI
servo di locanda — FRANCO TOMASI
moglie del sottufficiale — MICHELA FEDRIZZI
moglie del fabbro — GRAZIA BRIDI
I mercante — MARCO GADOTTI
II mercante — SILVIO DE SIMONE
Regia: Alberto Uez
Scenografia: ALBERTO UEZ
Costumi: ROMANA REVOLTI
Accessori: GABRIELLA SCALFI
Datore luci: STEFANO FABIANI
Fonico: GIULIANA GOLLER
Pittore scenografo: ELENA BOSCHI
Costruzioni in legno: LINO MARTINELLI
Registrazioni: STUDIO GINGER
Foto di scena: MICHELE FRONZA
Nikolaj Vasil'evič Gogol' (1809 - 1852) è stato uno dei padri fondatori e dei più straordinari innovatori della letteratura russa dell'Ottocento. Nato in Ucraina da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, si trasferì presto a Pietroburgo per intraprendere la carriera burocratica, traendone diretta esperienza per i suoi futuri capolavori. Maestro insuperabile del realismo grottesco, della satira sferzante e dell'umorismo "attraverso le lacrime", Gogol' ha saputo scandagliare le miserie umane e l'assurdità del vivere quotidiano. Tra le sue opere capitali spiccano i racconti pietroburghesi come "Il cappotto" e "Il naso", il monumentale romanzo "Anime morte" e la commedia teatrale "L'Ispettore Generale" (1836). Quest'ultima, ferocemente criticata dai circoli reazionari e difesa dallo Zar Nicola I che ne colse la genialità comica, scardinò le convenzioni teatrali dell'epoca rinunciando alla classica trama amorosa a favore di una formidabile e corale commedia degli equivoci. La sua scrittura, intrisa di una profonda e tormentata tensione etica e spirituale, ha tracciato la strada per i successivi giganti della narrativa russa, rimanendo un pilastro imprescindibile della drammaturgia satirica universale.
Un ammuffito archivio-libreria ripieno di pratiche, fascicoli, libri contabili, scartoffie è l'ambiente ove agiscono alti burocrati, ricche dame, furbi funzionari e giovani parassiti, tutti animati dal tornaconto e dall'inganno: sono i protagonisti de "L'Ispettore Generale" di NIKOLAJ GOGOL (1809-1852), opera di teatro che, pur situata e scritta alla metà del secolo scorso, presenta riferimenti sociali riconoscibili anche nella nostra epoca. Un giovane impiegato di Pietroburgo, fannullone e squattrinato, arriva in una cittadina della provincia russa ed è scambiato per un ispettore governativo dai notabili del luogo e dai responsabili della pubblica amministrazione che sono presi dal panico: ognuno di loro ha qualcosa da temere o da nascondere. Questo semplice e classico spunto della sostituzione di persona, permette all'autore di disegnare negativamente una burocrazia dove regnano l'inganno, la meschinità e la corruzione. L'azione teatrale del 1836 è un congegno di innegabile comicità che sfocia in un finale a sorpresa; un divertimento che non è solo spensieratezza, ma si trasforma in atto d'accusa verso quella parte di società che ha completamente perduto ogni valore morale per esaltare il potere del denaro e della carica pubblica; assecondando queste indicazioni l'allestimento segue il percorso espressivo della deformazione e dell'amplificazione applicate sia all'impianto scenografico che ai personaggi riconoscibili negli stereotipi dell'amministrazione del potere.