di Carlo Goldoni
STAGIONE TEATRALE 2006-2007
Le morbinose
ossia "Le donne col morbin"
di Carlo Goldoni
PERSONAGGI E INTERPRETI
SIOR LUCA, vecchio benestante — Bruno VANZO
SIORA SILVESTRA, sua sorella — Maria Bruna FAIT
SIORA MARINETTA, fia de sior Luca — Giuliana GERMANI
TONINA, cameriera — Sara ANDREOLLI
SIORA FELICE — Manuela LEONARDELLI
SIOR ZANETTO, suo mario — Mauro GADDO
SIORA LUCETTA, vedova — Giovanna TOMASI
SIORA BETTINA, sua fia — Benedetta VOLTOLINI
SIOR BORTOLO, moroso de Bettina — Michele COMITE
IL SIGNOR FERDINANDO, forastiere — Gabriele PENNER
NICOLÒ, caffettiere — Marco MOSNA
1 servente — Giuliana LUISE
2 servente — Lucia TRENTI
3 servente — Francesca PAIAR
4 servente — Elena GADDO
Regia: Alberto Uez
Coreografie: Lucia Trenti
Datore luci: Alberto Fontana
Fonico: Giuliana Goller
Costruzioni in legno: Lino Martinelli
Costumi: “La Sartoria” di C. Senter
Maschere: “Blue Moon” Venezia
Approntamenti speciali: Mauro Faes
Foto di scena: Michele Fronza
Grafica: Chiara Uez
Uno spirito d'avventura percorre tutta la vita di Carlo Goldoni (1707 - 1793) che, dopo aver esercitato per un breve periodo l'avvocatura a Venezia, inizia il suo noviziato nel mondo del teatro (scriverà oltre 200 testi). Analizzando il mondo della scena del '700 egli reinventa psicologicamente e stilisticamente i tipi comici e, nel contempo, guarda con una nuova attenzione alla vita delle classi medie e basse. Per la prima volta infatti diventano protagonisti il popolo e le donne (sino a quel momento posti ai margini della commedia) dando corpo ad una "riforma" del teatro ormai decaduto ed involgarito.
“Le morbinose” (1758) è la storia di un gruppo di donne veneziane che, colpite nel periodo di carnevale dal “morbin”, sono decise a prendere in giro un malcapitato forestiero - il signor Ferdinando - al quale vien fatto sapere che una giovane si è innamorata di lui. All'appuntamento si presentano mascherate le donne dell'intero gruppo dando così il via ad una serie di equivoci e scherzi comici. A complicare la situazione vi è anche la zitellona zia Silvestra che arde di desiderio per il giovane e cerca di conquistarlo.
L'opera goldoniana (in dialetto veneto ed in versi) pur essendo a tutti gli effetti una commedia leggera e scherzosa è anche un testo che porta alla riflessione sulla realtà femminile. Infatti il tempo scorre inevitabilmente, la vecchiaia è dietro l'angolo, il carnevale in cui sono consentiti i giochi amorosi finisce rapidamente; per tali motivi i “momenti” di spensieratezza sono legati ad occasioni imprevedibili che permettono di provare desideri d'amore anche in età avanzata. Alla fine la vita sociale e familiare si ricompone: gli anziani rimangono in casa, i servitori riprendono i lavori di routine, mentre i giovani si avviano verso il futuro con gioia ed allegria.
E' un testo leggero e gioioso, dove accanto all'essenzialità della scenografia sono messi in luce la musicalità dei versi, il modo di atteggiarsi degli attori e gli intermezzi vivaci, interpretati da un gruppo di maliziose servette.