di Heinrich von Kleist
STAGIONE TEATRALE 2009-2010
debutto: 31 gennaio 2009 - Verla di Giovo (TN)
La brocca rotta
di M. Roli e L. Vincenzoni
UNA STORIA AMERICANA SBAGLIATA
PERSONAGGI E INTERPRETI
Gli italiani
NICOLA SACCO — Mauro Gaddo
ROSA SACCO — Giuliana Germani
BARTOLOMEO VANZETTI — Gabriele Penner
CESARINA ROSSI — Giuliana Luise
LUIGIA VANZETTI — Giovanna Tomasi
La polizia
SERGENTE CONNOLLY — Ivo Morandini
TENENTE STEWART — Mauro Nicolodi
AGENTE — Cristian Degasperi
DIRETTORE DEL CARCERE — Simone Crespiatico
Il tribunale
GIUDICE THAYER — Bruno Pieroni
CANCELLIERE — Bruna Giordani
AVVOCATO MOORE — Jacopo Roccabruna
PROCURATORE KATZMANN — Bruno Vanzo
Gli americani
REDUCE — Simone Crespiatico
SIG. ALLYSON — Michele Tonezzer
SIG.A ALLYSON — Angela Endrizzi
MARY SPLAINE — Nadia Rossi
LOUISE PELSER — Angela Endrizzi
MICHAEL LEVANGIE — Andrea Moauro
BROWN — Ivo Morandini
SMITH — Andrea Moauro
MEDEIROS — Michele Tonezzer
Regia: Alberto Uez
Impiento scenico: Alberto Uez
Datore luci: Giuliana Goller
Fonico: Renata Fedrizzi
Montaggio audio-video: Jacopo Roccabruna
Ricerche musicali: Daniela Dellagiacoma
Costumi: “La Sartoria” di C. Senter
Costruzioni in legno: Lino Martinelli
Grafica: Chiara Uez
Foto di scena: Michele Fronza
Questa versione della storia di Sacco e Vanzetti si attiene rigorosamente alla realtà della cronaca. I fatti si sono svolti così come li raccontiamo, i nomi e i personaggi sono tutti veri. Le date e i luoghi sono scrupolosamente rispettati.
L'opera teatrale descrive uno dei più gravi delitti "legali" americani del '900, un misfatto giuridico che ha provocato scioperi e manifestazioni di protesta in tutto il mondo civile. Solo nell'Italia fascista, il fatto passò sotto silenzio. Il pubblico viene coinvolto dall'idealismo e dalla forza d'animo dei due operai anarchici italiani emigrati negli Stati Uniti e condannati alla sedia elettrica da un tribunale nel 1927, sebbene innocenti, dopo sei anni di inutile e angosciosa attesa nel braccio della morte. Ideali e forza che emergono dai documenti dell'epoca, dall'istruttoria, dalle risultanze processuali e dai colloqui che ebbero in carcere col proprio avvocato e con i familiari.
Romain Rolland (premio Nobel per la letteratura 1915) a proposito della condanna dichiara: "Io non sono americano, ma amo l'America e accuso di alto tradimento verso gli Stati Uniti quegli uomini che hanno insudiciato la bandiera di questo paese davanti agli occhi del mondo commettendo questo crimine giudiziario".
È un teatro della realtà, un "dramma documento" dal grande valore simbolico e civile che ci ricorda come persino le istituzioni democratiche più avanzate possano essere causa di incomprensibili ingiustizie sociali.
La messa in scena, che si serve di immagini d'epoca alternate a quadri teatrali e video proiezioni, mantiene la vocazione documentaristica del testo.