di Neil Simon
STAGIONE TEATRALE 1994-1995
La scuola della maldicenza
di Richard Brinsley Sheridan
PERSONAGGI E INTERPRETI
Sir Peter Snervant — FRANCO MAIRER
Sir Oliver Double Face — BRUNO PIERONI
Sir Benjamin Tossic — BRUNO VANZO
Charles Double Face — ERNESTO GOIO
Joseph Double Face — MAURO GADDO
Mac Biss — MICHELE FRONZA
Lady Strepit — GABRIELLA SCALFI
Signora Armony — GIULIANA LUISE
Moses — GIACOMO ANDERLE
Signora Trip — MARIELLA MENESTRINA
Lady Snervant — GIULIANA GERMANI
Lady Perfiding — GRAZIA BRIDI
Signora Candour — MARIA BRUNA FAIT
Mary — MANUELA LEONARDELLI
Cameriera — ARIANNA MAIRER
Regia: Alberto Uez
Scenografia: ALBERTO UEZ
Pittore scenografo: VITTORIO BELLACOMO
Fonico: FRANCESCA MALCANGI
Costumi: ROMANA REVOLTI
Grafica: PAOLO MALENCH
Foto di scena: FERRUCCIO ANDREATTA
Costruzioni in legno: LINO MARTINELLI
Registrazioni: STUDIO GINGER
Richard Brinsley Sheridan (1751 - 1816) nacque a Dublino da una famiglia fortemente legata al mondo letterario e teatrale, per poi trasferirsi in Inghilterra dove compì i suoi studi. È considerato uno dei più importanti ed eleganti commediografi britannici del diciottesimo secolo, celebre per aver infuso nuova linfa alla commedia di costume. Il suo esordio sulle scene londinesi avvenne nel 1775 con "I rivali", ma il vertice assoluto della sua produzione e della sua satira brillante fu raggiunto nel 1777 con "La scuola della maldicenza", opera che mise a nudo con straordinaria grazia e arguzia le ipocrisie e i vizi della società aristocratica e borghese del suo tempo. Oltre ad essere un raffinato autore e un abile impresario, proprietario dello storico Drury Lane Theatre di Londra, Sheridan intraprese con successo anche la carriera politica, diventando un celebre oratore in Parlamento e ricoprendo importanti incarichi di Stato. La sua scrittura, distante da sentimentalismi o cariche emotive eccessive, fa affidamento su un meccanismo teatrale perfetto, su un sapiente equilibrio corale dei personaggi e su una satira di costume che lo rende, ancora oggi, un classico intramontabile della drammaturgia occidentale.
Libero da qualsiasi preoccupazione poetica, Sheridan (1751 - 1816) scrive alcuni testi che discendono direttamente dalla commedia di costume. I suoi lavori fanno sentire una mano sapiente nella strutturazione dell'intreccio e nell'ideazione dei personaggi. Questi ultimi più che fedeli ritratti sembrano essere caricature di persone osservate direttamente nella vita di tutti i giorni; la capacità satirica dell'autore, irlandese di nascita e coevo di Goldoni, evita di attribuire alle sue creature una eccessiva carica emotiva che, attenuando il ridicolo, provocherebbe uno scadimento nel patetico o nel sentimentale. "La scuola della maldicenza" rappresenta il momento culminante della produzione di Sheridan che tratteggia con grazia e vivacità naturalissime una galleria di personaggi caratteristici, evitando la scelta di un solo protagonista dominante e ponendo invece in campo un sapiente e dosato equilibrio delle parti. Egli crea una satira brillante sulla società della sua epoca, introducendo bagliori di originalità in un teatro, quello della "Restaurazione", ormai esausto e in balia di un pubblico sempre più grossolano, mettendo in ridicolo lo vizi e ipocrisie con l'invenzione di situazioni sceniche spassose e divertenti.