di Arthur Miller
STAGIONE TEATRALE 1996-1997
Sinceramente bugiardi
di Alan Ayckbourn
traduzione di Luigi Lunari
PERSONAGGI E INTERPRETI
GREG — MAURO GADDO
GINNY — MICHELA FEDRIZZI
SHEILA — MARIA BRUNA FAIT
PHILIP — RICCARDO GADOTTI
Regia: Alberto Uez
Scenografia: ALBERTO UEZ
Direzione di palco: MARCO GADOTTI
Datore luci: GIULIANA GOLLER
Datore musiche: BRUNO VANZO
Ricerche musicali: MICHELA GRAZZI
Registrazioni sonore: STUDIO GINGER
Costruzioni in legno: FABIO GIULIANI
Foto di scena: AD NADIA BALDO
Sir Alan Ayckbourn (nato a Londra nel 1939) è uno dei più prolifici, premiati e rappresentati commediografi britannici contemporanei. La sua carriera si sviluppa fin da giovanissimo direttamente sul campo come attore, assistente di scena e infine regista teatrale presso lo Stephen Joseph Theatre di Scarborough, un legame artistico indissolubile che dura da decenni e in cui ha debuttato la quasi totalità delle sue opere. Maestro indiscusso della commedia brillante e della farsa tragica, Ayckbourn ha scritto oltre ottanta testi teatrali, caratterizzati da una straordinaria inventiva strutturale, audaci sperimentazioni scenografiche e geometrici incastri temporali. Tra i suoi capolavori più noti a livello internazionale si ricordano "Sinceramente bugiardi" (Relatively Speaking, che nel 1967 sancì il suo primo trionfo nel West End londinese), la trilogia "Le conquiste di Norman", "Camere da letto" e "Festa in giardino". Nominato Cavaliere per i suoi meriti artistici nel 1997, Ayckbourn ha saputo elevare la commedia di situazione a una forma d'arte raffinatissima, capace di esporre con umorismo nero e feroce ironia il disfacimento emotivo, le ipocrisie e le nevrosi della classe media anglosassone.
Nato a Londra nel 1939 Alan Ayckbourn fa parte di una fioritura di autori che nel secondo dopoguerra analizza il malessere della società anglosassone. Egli prosegue la tradizione comica che nel teatro inglese è rappresentata da Wilde, Shaw, da Maugham, ecc.: le sue sono opere divertenti, di successo e di apparente evasione. Autore prolifico e fortunato, sa cogliere con ironia e sarcasmo il «mal di vivere» della classe media britannica ricavandone storie di grande efficacia. Al centro di queste storie pone, spesso, coppie in crisi i cui matrimoni non funzionano quasi mai. Questo mondo è presentato attraverso vicende ingegnosamente architettate e abilmente svolte con il preciso intento di divertire il pubblico trasmettendo contemporaneamente argomenti di contenuto serio. «Sinceramente Bugiardi» è probabilmente il suo testo più noto: una serie di equivoci e situazioni comiche traboccano da questa opera. Il perfetto conflitto dei personaggi, la freschezza del gioco scenico, gli incontri sapientemente orchestrati tra i protagonisti di due coppie portano ad un intreccio complicatissimo che ha come mezzo la risata, ma come fine lo svelamento delle insoddisfazioni e degli egoismi mascherato da patetici tentativi di rispettare le regole del vivere sociale.