di John Steinbeck
STAGIONE TEATRALE 2003-2004
Uomini e topi
di John Steinbeck
traduzione Lucio Chiavarelli
Newton Compton editori
PERSONAGGI E INTERPRETI
George — Mauro Gaddo
Lennie — Andrea Franzoi
Candy — Bruno Vanzo
Il fattore — Guido Prati
Ben — Bruno Pieroni
Curley — Michele Comite
Moglie di Curley — Michela Fedrizzi
Slim — Gabriele Penner
Carlson — Silvio De Simone
Whit — Alberto Fontana
Crooks — Franco Mairer
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Alberto Uez
Datore luci: Stefano Fabiani
Fonico: Giuliana Goller
Costumi: GAD Città di Trento
Registrazioni: Studio Ginger
Foto di scena: Michele Fronza
John Steinbeck (1902 – 1968), premio Nobel per la letteratura nel 1962, è uno dei massimi esponenti della letteratura americana del Novecento. Le sue opere sono universalmente conosciute, tra cui spiccano capolavori assoluti come "Pian della Tortilla", "Furore", "La valle dell’Eden" e "I pascoli del cielo". La tematica dello scrittore statunitense è fortemente incentrata sul filone della narrativa sociale, che riflette con crudo realismo e immensa empatia il tormentato periodo della grande depressione. Al centro del suo universo letterario c'è spesso la descrizione di creature ingenue, istintive e subalterne, dominate da rigide leggi biologiche e sociali, di cui il personaggio del massiccio e fragile Lennie rappresenta uno dei prototipi più celebri e commoventi. Grazie alla sua capacità di dare voce agli ultimi, ai braccianti e agli emarginati della società, Steinbeck ha costruito un'epica del quotidiano che conserva intatta la sua potenza etica e narrativa.
In un clima di povertà ed incertezza si consuma l’amicizia, autentica e profonda fra due uomini completamente diversi. George è un giovane grintoso e determinato. Lennie, al contrario, è un po’ ritardato e vittima sia del suo deficit mentale che della sua possente forza fisica. Per George, più che un amico è quasi come un figlio da proteggere e da accompagnare, anche se talvolta a fatica, lungo la strada della vita. I due amici hanno un sogno: riuscire ad acquistare un piccolo podere per vivere con dignità. Ma la tragedia scoppia improvvisa nella fattoria dove hanno trovato lavoro come braccianti e un destino inesorabile travolgerà le loro vite. A George rimane solamente l’alternativa di un ultimo, disperato, gesto d’amore nei confronti dell’amico. Una storia di amicizia e grande umanità. L’impianto scenografico realistico, ma stilizzato, offre l’opportunità di un allestimento ove si mettono in luce emozioni, sentimenti e sincera partecipazione. La presenza degli attori viene così a risultare determinante e tutto l’apparato scenico (luci, musiche, costumi) è solo di supporto alla loro interpretazione.