di Roger Vitrac
STAGIONE TEATRALE 1990-1991
Victor o i bambini al potere
di Roger Vitrac
PERSONAGGI E INTERPRETI
VICTOR — Bruno Pieroni
ESTER — M. Bruna Fait
CHARLES PAUMELLE — Gino Tarter
EMILIE PAUMELLE — Roberta Roat
ANTOINE MAGNEAU — Bruno Vanzo
THERESE MAGNEAU — Giuliana Germani
IL GENERALE — Tiziano Cappello
IDA MORTEMART — Jole Calabrese
LILÌ — Manuela Leonardelli
IL DOTTORE — Ernesto Goio
PIANOFORTE — Marco Cuel
CLARINETTO — Andrea Vezzoli
CORNO — Diego Moser
Regia: Alberto Uez
Scenografia: Alberto Uez
Musiche originali: Marco Cuel
Costumi: G. Bridi, C. Roat, G. Scalfi
Marionette: F. Lancetti, G. Palmieri
Bambole: G. Bridi, G. Tomasi
Datore luci: Mauro Gaddo
Datore musiche: Paolo Malench
Registrazioni: Studio Ginger
Foto di scena: Ferruccio Andreatta
Grafica: Schema - Trento
È possibile capire l'importanza teatrale e artistica di Roger Vitrac solo considerandolo come esponente di grande interesse del "movimento surrealista" fondato da André Breton all'inizio degli anni '20. Il surrealismo, uno dei movimenti artistici di avanguardia più importanti di questo secolo, si sviluppa in Francia sotto l'influenza della teoria psicoanalitica di Freud. Si potrebbe parlare di scrittura e linguaggio automatico, dimensione onirica, accelerazione del tempo ma per semplificare si può dire che questo movimento vuole rappresentare una "realtà trasformata" però ancora riconoscibile: una realtà di sogno. Se si assume come momento importante e centrale il sogno, tutto può succedere, tutto è permesso; le immagini più strane e assurde possono sembrare reali, si può essere giovani e vecchi nello stesso tempo e si può abitare nello spazio come fosse una stanza: è quindi una realtà che i nostri sensi riconoscono ma che è diversa da quella normale, basti pensare ad esempio ai quadri di Salvador Dalì, il pittore più conosciuto del "surrealismo". Tutto questo si trova nel teatro di Vitrac che presenta avvenimenti anche tragici con un vestito esterno comico che fa ridere, a volte farsesco. Per quanto esposto Roger Vitrac può, forse, essere considerato un antesignano del teatro dell'Assurdo, ed a lui sono, in parte, debitori i vari Beckett, Ionesco, Arrabal, ecc.
È il testo teatrale più interessante e popolare di Vitrac ed è universalmente riconosciuto come il più significativo di tutto il "movimento surrealista". La vicenda si svolge in una casa borghese con persone normali: apparentemente normali! Tutti i personaggi sono invitati nell'abitazione dei signori Paumelle per festeggiare il loro figlio Victor che compie nove anni. Il bambino, come la sua amichetta Esther di 3 anni, è un ragazzo precoce, fin troppo precoce ed è dotato di una vivace e acuta intelligenza di cui si serve per mettere a disagio tutti: i suoi genitori, quelli della bambina, un generale decorativo e una cameriera intrigante. È anche l'unico che riesce a capire chi è effettivamente la signora bellissima che arriva "per caso" a trovarli. Ella è il "mito" che ha indossato un travestimento per apparire e preannunciare la tragedia che si abbatterà, fra un momento, sul mondo disordinato e ignaro dei grandi. Un mondo che può salvarsi solo con il riso, la buffoneria e la comicità. Victor si diverte fino alla fine ed assieme a lui si divertono, in definitiva, tutti gli altri anche se a volte sono sorpresi e terrorizzati dall'inventiva e dallo strano modo di parlare del bambino. È la prima volta che, nelle opere teatrali, la fanciullezza non è descritta con colori sdolcinati e con accompagnamento di ninna nanna.